Emis Killa, l’intervista

Rock & Vogue / aprile 23, 2014

Prosegue il Mercurio tour di Emis Killa.

Emiliano Rudolf Giambelli, classe 1989,in arte Emis Killa, campione di ascolti e di visualizzazioni su youtube, ha “rappato” una serie incredibile di successi. Il nuovo disco “Mercurio” (Carosello Records) ha conquistato il disco d’oro dopo solo un mese dalla pubblicazione ed è ancora tra i dischi più vendutidopo 16 settimane.  Nel frattempo nel giorno di San Valentino è uscito anche il video del nuovo singolo “Soli (assieme)”, girato in un’inusuale location, tra deserto e ambientazioni suggestive di Marrakech. E adesso i brani del nuovo lavoro insieme ai vecchi successi saranno on stage in questo tour che porterà il rapper milanese in giro per lo stivale, accompagnato dalla sua storica crew:  Giso (doppie), Telaviv (Dj), Clark P (cori).

Come nasce titolo del nuovo singolo Soli (assieme) ?

“La canzone parla di una storia d’amore che rappresenta due entità. Due  persone che  sono materialmente assieme o che comunque sono state fidanzate, ma soli  dentro, nell’anima.
Ha affermato che questa canzone le è piaciuta molto da subito perché?
“Sì è vero l’ho amata da subito perché è un po’ un’evoluzione rispetto a  quello che faccio di solito. C’è una prima strofa completamente cantata,  diversa dal mio consueto rappato. Un tentativo sperimentale che pare sia  piaciuto”
Quando arriva il successo alla sua età è più facile o più difficile  trovare e vivere l’amore?
“Quando hai successo è più facile che le ragazze ti avvicinino. Ma l’amore è tutta un’ altra cosa”
Cosa la colpisce in una ragazza? Cosa la fa innamorare?
“E’ una domanda talmente vasta che non saprei rispondere.”

Come ha vissuto la collaborazione con nomi importanti quali J Ax, Max  Pezzali, Salmo e Skin e i membri della sua storica crew?
“E’ stato molto divertente perché alcuni di loro sono miei amici e miti di  sempre. E poi è stato bello collaborare anche con J Ax che è il padre del rap in Italia.”

Quando ha capito che questa sua passione si sarebbe trasformata in un lavoro?
“Quando ho smesso di preoccuparmi di come pagare le bollette ho capito  che poteva considerarsi un lavoro vero e proprio. Prima i soldi non bastavano mai una volta sono arrivati anche a staccarmi la luce. Poi quando ho firmato il mio primo contratto discografico e sono andato a vivere da solo mi sono detto ok adesso posso considerarlo un lavoro.”

Sono più gli aspetti positivi o negativi di una vita ai vertici delle  classifiche?
Sicuramente sono molti di più gli aspetti positivi anche perché mi piace  fare quello che faccio. Però non mancano i lati brutti di questo tipo di  vita. Le persone pensano che tu diverta, ma di fatto questo è un lavoro, con i suoi limiti. Per esempio non ho mai tempo di vedere gli  amici, ma soprattutto la famiglia. Mia mamma, mio fratello, mio cugino si  lamentano tutti che non mi faccio mai vedere, ma è difficile stando spesso fuori”.

Sul braccio destro ha tatuata una pin-up anni 50,sul braccio sinistro una  ragazza con tanto di aureola e mestolo alla mano. Cosa pensa delle donne?
“Sono la ragione per cui un uomo sta bene e sta male. Si fa presto a dire  comando io, decido io, ma in realtà sono gli uomini ad essere in balia delle  donne. Viva le donne sempre.”
C’è un artista lontano dal suo universo musicale con cui le piacerebbe  collaborare?
“Bella domanda. Se parliamo di un desiderio irrealizzabile allora dico  Rihanna, mi piace da morire.”
Quindi ascolta generi musicali diversi?
“Durante la stesura di quest’ultimo disco ho ascoltato più altri generi che  rap. Da un lato è un bene dall’altro è un male. E’ un bene per le influenze pop  rock che ho messo poi nel disco. E’ un male nel momento in cui, se superi un  certo limite, il tuo rap poi ne risente.”
L’ultimo disco contiene MB45, la canzone dedicata a Mario Balotelli, l’ha  scritta in quanto tifoso milanista?
“L’ho scritta quando ancora non lo conoscevo perché ho riscontrato delle  similitudini tra le nostre storie. Oggi ci conosciamo anche al di fuori delle  rispettive professioni e per certi aspetti abbiamo anche caratteri simili.”
E’ stato il primo artista italiano tra i protagonisti di uno degli eventi hip  hop più popolari al mondo, i Bet hip hop awards negli Stati Uniti? Come è  andata?
“Molto bene. E poi New York è il posto da cui è nato tutto. Non ho scritto  nulla mentre ero lì, ma probabilmente inconsciamente ho assorbito delle  emozioni. E’ una città che ti resta dentro.
Cosa manca alla sua carriera perché il sogno diventi completo ?
“Quando e se ce l’avrò fatta. Perché c’è un “se” enorme da tenere in  considerazione mi piacerebbe esibirmi in un concerto a San Siro. Un po’ perché  sono milanese e un po’ perché credo sia il punto di arrivo, un traguardo per  chi fa musica.” Info: 02 53006501.

emis killa