La moda etica e poetica della stilista Clara Daniele

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Abito asimmetrico in jersey di lana con scollatura incrociata e ampio piegone sul fianco sinistro.

Abito asimmetrico in jersey di lana con scollatura incrociata e ampio piegone sul fianco sinistro.

La moda etica di Clara Daniele si traduce in un fare artigianale, in un atteggiamento poetico  con cui approcciarsi allo stile e non solo.
Colpisce di impatto, oltre all’eleganza e alla bellezza di materiali pregiati, la personalità degli abiti della stilista, diversi uno dall’altro perché pensati per essere unici, come ognuna di noi. La moda etica, eco, green, in tutte le sue declinazioni implica un modo diverso di concepire un capo d’abbigliamento, nel rispetto dell’ambiente e della natura. Ed è proprio questa la filosofia di Clara Daniele. Le chiediamo di raccontarci qualcosa di più sul suo percorso fashion  all’ insegna dell’etica.

Come è nata la tua passione per la moda etica e poetica?
“La mia moda – spiega Clara – è etica perchè è prodotta nei tempi e nei modi di un fare artigianale, con tutto quello che questo comporta: ogni pezzo è un pezzo unico, il modello può essere lo stesso ma il tessuto e le lavorazioni, proprio perchè non sono fatte in serie, non risultano mai identiche le une alle altre.
Non uso macchine industriali, il tempo che ci metto per confezionare un capo è il tempo che dedico alla persona che decide di sceglierlo, tutto questo per me è anche moda etica, insieme ovviamente alla scelta di tessuti biologici o di pezze o abiti di recupero.”

Quali sono i principi che muovono la moda green?
“La moda etica non deve produrre sfruttamento, in tutte le sue forme: non deve sfruttare i lavoratori, ma neanche le materie prime, deve rimanere il più possibile su piccola scala, privilegiare la qualità piuttosto che la quantità e soprattutto deve andare nella direzione della bellezza, che è un’altra forma di eticità, Dostoevskij scriveva “la bellezza salverà il mondo” e sono anche convinta che un atteggiamento poetico e lieve nel trattare ogni cosa, possa servire a farci vivere meglio, in armonia con le cose che ci circondano e in armonia gli uni con gli altri.”

La filosofia che ha ispirato la tua collezione autunno-inverno 2014-2015?
“I capi della collezione autunno-inverno nascono dall’esigenza di comodità. Sono partita da come mi sento io quando le temperature iniziano a scendere e quello che volevo erano: comodità e calore.
Il calore viene dato dai tessuti in lana, in misto cachemire, in jersey (sempre di lana), mentre la comodità viene data dal taglio del capo e dalla morbidezza stessa del tessuto.
Le giacchekucun” poi, hanno la possibilità di essere chiuse fino a lasciare liberi solo gli occhi, quasi come chiudersi in un bozzolo, esattamente quello che significa cucun nel mio dialetto, quello piemontese, ed esattamente ciò che significa la parola cocoon in inglese, uno strano aggancio linguistico che dal mondo globale arriva a quello locale.

Oltre al rispetto per l’ambiente, aspetto importantissimo della moda etica, qual è la marcia in più che ha rispetto alla moda “tradizionale” ?

La marcia in più è la non serialità della sua proposta.
“Un capo della mia moda etica viene declinato in poche decine di varianti, che sono pochissime se si pensa ad una scala industriale del produrre, e ogni capo, per stoffa e per lavorazione, è leggermente diverso dall’altro.
Io lo definirei il vero lusso, quello di poter indossare un capo unico, dedicato, con una filiera artigianale controllata; chi compra i miei capi viene in contatto con me, esiste una relazione, posso spiegare tutte le fasi del mio lavoro e questo consente una riunificazione del processo produttivo,
rende il cliente consapevole del lavoro, del tempo che è necessario dedicare per confezionare un capo artigianale.”

Abito asimmetrico in jersey di lana con scollatura incrociata e ampio piegone sul fianco sinistro.

Abito asimmetrico in jersey di lana con scollatura incrociata e ampio piegone sul fianco sinistro.

Quanto è importante indossare tessuti naturali o riciclati o comunque fare attenzione ai materiali con cui si realizza un abito? Siamo ricettivi in Italia in questo senso?

“Per me è una questione della massima importanza.
Se non riesco a reperire materiale naturale mi affido ai mercatini dell’usato e scelgo stoffe vintage per non incentivare la produzione ex novo di stoffe.
Sappiamo molto bene quanto sia inquinante il processo di realizzazione e di tintura industriale del tessuto, interi corsi d’acqua vicini alle fabbriche tessili, prima nel Nord del mondo e ora nel Sud del mondo sono stati devastati da queste produzioni sconsiderate, io non ho intenzione di alimentare questo circolo vizioso.
In Italia ogni anno sento che cresce di un pochino la consapevolezza rispetto a questi temi.
Greenpeace ha lanciato anche nel nostro Paese una campagna in questo senso, ha fatto analizzare diversi articoli di abbigliamento e ha riscontrato che nella maggior parte erano presenti sostanze tossiche per l’uomo, questo ci deve far riflettere e ci deve portare ad un’attenzione maggiore per quanto riguarda ciò che indossiamo ogni giorno, ma ripeto, non solo per quanto riguarda la nostra salute, ma anche per scelta: la scelta di non voler indossare capi che portano il marchio di uno sfruttamento dei lavoratori e delle risorse del pianeta.”

Per saperne di più visita il Blog e la Pagina Facebook di Clara.

 

Collezione Autunno-Inverno 2015

 

La moda etica deve andare nella direzione della bellezza che è un’altra forma di eticità. Dostoevskij scriveva “la bellezza salverà il mondo” e sono anche convinta che un atteggiamento poetico e lieve nel trattare ogni cosa, possa servire a farci vivere meglio, in armonia con le cose che ci circondano e in armonia gli uni con gli altri.